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La tv satellitare egiziana di sole donne in niqab, il velo integrale islamico che lascia scoperti solo gli occhi, è "peccato", un veicolo di corruzione, che segue modelli "atei occidentali".

È una bocciatura senza appello quella che pronunciano due religiosi salafiti a proposito delle nuove emissioni di tele Maria, dal nome di una delle mogli di origine copta del profeta Maometto, che hanno preso avvio per il mese di Ramadan il 20 luglio.

Interpellato dall'emittente satellitare Dream, Abu Ishak el Houeini ha definito i programmi presentati solo da donne in niqab come "insensati" e contrari alla sharia, le legge islamica.

Ancora più duro l'altro relgioso integralista, Mohamed Abdel Maksoud, che ha detto di non capire perché una donna debba essere vista in video. "C'è una solo motivo - ha detto durante la trasmissione 'al Hakikam' (la verità) - ed è per dire al mondo intero: 'guardatemi'.

"Le donne non compaiono in video per garantire un lavoro che gli uomini non sono in grado di fare, bensì seguono il modello dell'occidente ateo. Non si devono mettere in una situazione simile perché l'Islam chiede di non guardare le donne in quanto fonte di seduzione per l'uomo. Secondo il Corano e la sunna, la tradizione del profeta, la donna rappresenta un pericolo che l'uomo deve evitare", ha detto il religioso.

La direttrice esecutiva dell'emittente Alaah Ahmed non ha fatto una piega, affermando che le donne in niqab hanno il diritto di avere emittenti che rappresentino le loro idee. "Quello che dice Houeini non è un obbligo per noi. Sono convinta che le nostre tramissioni servano la religione", ha aggiunto.

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SDA-ATS