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Egitto: riesplode violenza in piazza, 600 feriti

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2011 - 13:15
(Keystone-ATS)

Ritornano improvvisi gli scontri a piazza Tahrir, a quasi due mesi dal 9 aprile, quando morirono due persone. La dinamica degli scontri, scoppiati in nottata e che finora hanno causato quasi 600 feriti, soprattutto per contusioni e soffocamento da gas lacrimogeni, è frammentaria e contraddittoria.

Secondo varie fonti la miccia è stata innescata ieri sera quando un gruppo di famiglie dei "martiri" della rivoluzione del 25 gennaio, che ha deposto l'ex rais Hosni Mubarak si sono riunite in una teatro nel centro città per commemorare i loro familiari. Un gruppo di persone - alcuni dicono familiari di altri "martiri", altri dicono facinorosi e provocatori - ha tentato di assaltare lo stabile e di muovere verso il ministero dell'Interno, provocando l'intervento delle forze dell'ordine.

In piazza Tahrir per tutta la mattinata si sono susseguiti piccoli tafferugli che sono diventati più violenti quando i manifestanti hanno tentato di assaltare il vicino ministero dell'Interno. Un manifestante in piazza ha raccontato all'Ansa stamattina di avere partecipato alla rivoluzione, ma di non capire chi siano le persone che stanno dando vita alle manifestazioni di oggi. "Nessun partito ha dato il suo sostegno nessuno di sbilancia, io non capisco chi sono", ha detto Samir, mentre un altro si è avvicinato per ripetere lo slogan ritmato dai manifestanti "fuori fuori" spiegando che nel mirino c'è Hussein Tantawi, il capo del consiglio militare che regge il paese dalla caduta di Mubarak.

Il consiglio militare ha condannato gli scontri e le forze dell'ordine hanno fatto sapere che sono nove le persone arrestate per gli incidenti. Nel frattempo la Federazione calcio egiziana ha deciso di rinviare il derby previsto per stasera fra el Ahly e il Zamalek.

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