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L'interno della chiesa Mar Girgis a Tanta dopo l'esplosione

Keystone/EPA/KHALED ELFIQI

(sda-ats)

Il Cairo si è svegliata stamattina con visibili effetti dello Stato di emergenza decretato ieri sera dal presidente Abdel Fattah Al Sisi dopo le bombe di ieri, che - rivendicate dall'Isis - hanno fatto almeno 47 morti e 126 feriti in due chiese copte.

Il bilancio aggiornato dei due attentati - a Tanta ed Alessandria, sul Delta del Nilo - viene dato dal principale quotidiano governativo Al Ahram mentre i pendolari stamattina hanno fatto una lunga deviazione per aggirare il ponte "6 Ottobre" chiuso al traffico.

A Zamalek, il già superprotetto l'isolotto sul Nilo, "centro del centro" della città, una trafficata via che passa davanti alla chiesa copta della Vergine Maria stamattina era chiusa.

Anche altrove si notano misure di sicurezza rafforzate davanti a hotel, edifici pubblici e alla centralissima piazza Tahrir. Militari con passamontagna sono vicini all'ambasciata britannica, sempre molto protetta anche con sbarramenti in cemento ma raramente in maniera così appariscente. La Presidenza della repubblica ha annunciato un lutto nazionale di tre giorni, riferisce sempre Al Ahram.

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SDA-ATS