Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Uno studente di 19 anni della facoltà di ingegneria della famosa università islamica egiziana di al-Azhar ucciso e numerosi altri feriti, uno in fin di vita in ospedale con un proiettile in testa. È il bilancio di scontri avvenuti stamane al Cairo con la polizia all'interno del campus universitario. In totale, in incidenti nella capitale e a Zagaziq, altra sede universitaria nel Delta del Nilo, oltre 15 studenti sono rimati feriti.

Secondo l'agenzia Mena - che attribuisce i disordini a studenti aderenti ai Fratelli Musulmani - 101 di essi in possesso di armi artigianali e bottiglie molotov - sono stati arrestati al Cairo, mentre altri sette erano stati arrestati ieri.

Le proteste, soprattutto nelle università, si stanno intensificando da giovedì, quando l'esplosione di una bomba che ha provocato cinque feriti ha indotto il governo a dichiarare "terrorista" l'organizzazione dei Fratelli Musulmani e a vietare qualsiasi manifestazione del gruppo. Due giorni prima un attentatore suicida aveva fatto esplodere la sua auto davanti ad uffici della polizia a Mansoura, cento chilometri a nord del Cairo e fonti di governo ne avevano subito attribuito la responsabilità alla Fratellanza.

Stamattina presto giovani apparentemente sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi - secondo fonti universitarie molti avevano il viso coperto - avevano chiuso i cancelli per impedire gli esami, avevano interrotto quelli in corso nella facoltà di Economia e Commercio e dato fuoco all'edificio e ad un magazzino della facoltà di Agricoltura. Per spegnere le fiamme e riportare la calma sono intervenuti pompieri e poliziotti dentro il campus. Due bombe sono state poi disinnescate, secondo fonti della sicurezza, su un autobus nel quartiere di Heliopolis e a Ismailiya, sul Canale di Suez.

Commentatori di giornali governativi non manifestano alcun dubbio sulle responsabilità dei Fratelli Musulmani, che provocherebbero disordini e tensioni per boicottare il referendum sulla nuova Costituzione promosso per metà gennaio dal governo imposto dai militari dopo la rimozione di Morsi.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS