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Quasi sei svizzeri su dieci (58%) considerano le centrali nucleari esistenti necessarie all'approvvigionamento elettrico del Paese.

È quanto emerge da un sondaggio condotto lo scorso ottobre su 2207 persone in Svizzera tedesca, romanda e Ticino dall'istituto Demoscope per conto di Swissnuclear, l'organizzazione dei gestori di centrali. La percentuale è in calo rispetto allo scorso anno (63,5%). Il margine di errore è di +/- 1,9%.

Il 66% (70% nel 2014) degli interrogati è contrario a una limitazione della durata di sfruttamento di un impianto, fintanto che questo è considerato sicuro. Lieve contrazione anche di coloro che considerano le centrali nucleari sicure: 71% contro 78% nel 2014. Da notare che in Svizzera tedesca questo dato sale al 74%.

L'88% degli intervistati (89% nel 2014) ritiene che la svolta energetica non debba minacciare la sicurezza dell'approvvigionamento. Per il 78% dei sondati (79% nel 2014) è importante che la svolta energetica non renda la Svizzera ancora più dipendente dall'estero.

L'energia elettrica dovrebbe essere prodotta in Svizzera: tre persone su quattro (75%, 74% nel 2014) si dicono favorevoli a un autonomia più grande possibile in materia di approvvigionamento energetico.

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SDA-ATS