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Swissolar e WWF intendono rendere più cara l'elettricità che le due organizzazioni definiscono "sporca", vale a dire quella prodotta con il nucleare, il gas o il carbone: queste fonti verrebbero colpite con una tassa di 10 centesimi al kilowattora, ciò che permetterebbe di raccogliere da 1,1 a 1,8 miliardi di franchi all'anno.

Il denaro andrebbe poi investito nella riduzione di altre imposte, per esempio per promuovere le energie alternative, si legge in un comunicato odierno. Stando a uno studio commissionato alla società di consulenza Infras il balzello avrebbe effetti positivi. Per introdurlo è quindi stata lanciata una petizione.

Secondo Swissolar e WWF la collettività oggi paga due volte: una prima per favorire le energie alternative, una seconda - e molto di più - per i costi non coperti della produzione di "elettricità sporca". Questa è oggi è buon mercato, perché a pagare i costi esterni sono altri, afferma Thomas Vellacott, CEO di WWF Svizzera, citato nella nota. La conseguenza: una distorsione del mercato, che non dà chance a fonti energetiche che le due organizzazioni considerano migliori.

"Gli svizzeri vogliono elettricità pulita: non vogliono sostituire semplicemente l'energia nucleare con elettricità sporca proveniente dall'estero", afferma nel comunicato Roger Nordmann, consigliere nazionale (PS/VD) e presidente di Swissolar. La tassa - per un consumo annuo di 3000 kWh si tratterebbe di 300 franchi all'anno - costituirebbe quindi un importante tassello della svolta energetica e una misura accompagnatoria decisiva nell'ambito dell'apertura completa del mercato elettrico.

SDA-ATS