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Walter Steinmann, direttore dell'UFE.

KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

Il mercato dell'elettricità sarà liberalizzato in Svizzera anche per i piccoli clienti ma non in tempi rapidi, poiché i comuni ottengono lauti guadagni mantenendo il monopolio. È quanto ritiene il direttore dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), Walter Steinmann.

In un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung, il responsabile dell'UFE nota che, malgrado la liberalizzazione del mercato elettrico per tutti i clienti si prevista da diversi anni, non ci sono indizi che ciò avvenga prossimamente. Peccato, poiché se così fosse i piccoli clienti pagherebbero meno di adesso.

Il Consiglio federale affronterà di nuovo la questione nel luglio prossimo, ma i segnali non sono incoraggianti secondo Steinmann. "Il fatto è che la situazione attuale è favorevole alle società elettriche, in particolare quelle piccole. Con i clienti che sono obbligati a dipendere da loro, esse ottengono buoni utili, che in gran parte finiscono nelle casse dei comuni".

Steinmann, che andrà in pensione a fine mese, ritiene che una liberalizzazione sarebbe più semplice poiché molti piccoli clienti potrebbero beneficiare dei bassi prezzi dell'elettricità. Oggi il mercato è libero solo per i grossi clienti. "Che esso sia completamente aperto oppure no, il settore deve comunque ristrutturarsi", aggiunge. "Ci saranno infatti sempre più cooperazioni e fusioni fra le 700 aziende elettriche attuali".

Secondo il direttore dell'UFE, a medio termine potrebbero svilupparsi anche nuovi modelli di come i clienti si approvvigioneranno di elettricità, nei quali "la flessibilità sarà una chance": la corrente potrebbe essere nettamente più cara nei momenti di punta e magari gratuita in altre ore; bisognerà quindi essere disposti a non comperare in alcuni momenti.

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SDA-ATS