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Elezioni federali, studio: nuova battaglia culturale in Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2010 - 10:10
(Keystone-ATS)

BERNA - Nel dibattito politico svizzero il conflitto culturale fra tradizione ed apertura è diventato sempre più importante rispetto alle discussioni su distribuzione della ricchezza e giustizia sociale. Secondo uno studio condotto dopo le elezioni federali del 2007 questa tendenza ha avvantaggiato UDC e Verdi.
Durante una presentazione odierna il realizzatore dello studio Georg Lutz - del centro di scienze sociali FORS di Losanna - ha parlato di una nuova "battaglia culturale". Il conflitto fra tradizionalisti e isolazionisti da una parte, e i sostenitori di un'apertura politica e sociale dall'altra, influisce in modo sempre maggiore sui comportamenti elettorali e sulle preferenze date ai partiti.
In questo scenario perde sempre più importanza il classico scontro socio-economico fra chi vuole dare più importanza allo Stato e chi al libero mercato, con una conseguenze perdita di argomenti di discussione per i partiti storici (PLR, PPD, PS).
Secondo i contributi di Daniel Oesch e Line Rennwald, rispettivamente dell'università di Losanna e Ginevra, all'interno della nuova battaglia culturale, i "tradizionalisti" si schierano con l'UDC, mentre i progressisti con il PS o con i Verdi. Gli altri partiti borghesi faticano invece a trovare una collocazione all'interno dello scenario che si è creato.
I vertici dei movimenti politici sostengono inoltre - secondo il contributo di Philipp Leimgruber, Dominik Hangartner e Lucas Leemann delle università di Berna, Washington e Columbia - idee più radicali di quelle dei loro elettori, cosa che però non danneggia l'immagine del partito. Molte persone votano in effetti in modo più "estremo" rispetto alle proprie idee, per cercare di spostare le cose nella direzione auspicata.

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