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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è uscito indebolito dalle elezioni legislative che si sono tenute oggi nel paese. Il suo partito, il Likud, rimane comunque al primo posto, davanti a una formazione laica di centro, la Yesh Atid. Lo indicano i primi exit poll.

Secondo la televisione di stato, la lista comune Likud-Beitenu (destra) ottiene solo 31 seggi, contro i 42 che deteneva finora. A sorpresa, Yesh Atid è diventato il secondo partito in Israele con 18 o 19 membri. Subito dietro arrivano i laburisti con 17 mandati. Focolare ebraico, un partito dell'estrema destra nazional-religiosa, arriva in quarta posizione.

Secondo le prime proiezioni, la destra israeliana avrebbe 61-62 seggi su 120 e il centro-sinistra 58-59. Per poter formare un governo sembra quindi necessario l'appoggio dei partiti di centro.

Netanyahu ha ringraziato in serata gli israeliani, nonostante il netto declino nel suo partito. In un messaggio pubblicato su Facebook il premier ha detto: "Ringrazio gli elettori di Israele che mi hanno eletto". "Secondo gli exit poll è chiaro che gli israeliani hanno deciso che vogliono che continui a fare il primo ministro e che io formi un governo il più ampio possibile", ha aggiunto.

A inizio serata Netanyahu aveva lanciato un appello urgente sulla sua pagina di Facebook per mobilitare i suoi sostenitori durante le ultime due ore disponibili per votare. Il "potere del Likud è in pericolo", "Vi esorto a mollare tutto e andare a votare Likud", aveva scritto.

Secondo un commentatore della radio militare, Netanyahu dovrebbe guidare anche il prossimo governo, nonostante la battuta d'arresto. Il leader del Likud non avrà tuttavia altra scelta che affidare uno dei tre ministeri principali - Difesa, Esteri o Finanze - a Focolare ebraico.

Secondo le reti televisive israeliane, il partito nazionalista Focolare ebraico, che sostiene una accelerazione della colonizzazione dei Territori palestinesi, realizza una forte espansione con 12 seggi, ma comunque meno di quando preventivato dai sondaggi. Il leader del partito, Naftali Bennett, ha dichiarato: "ora siamo nel cuore della politica".

La destra confessionale sefardita, con il partito Shas, tradizionale alleato della destra, mantiene le proprie posizioni con 11-13 membri. Un'altra lista ultra-ortodosso ottiene 6 mandati.

L'ex ministro degli Esteri Tzipi Livni, leader del movimento centrista HaTnuà, che ha fatto campagna per il rilancio del processo di pace con i palestinesi, dovrebbe ottenere 7 seggi.

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SDA-ATS