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"Questa enciclica è unica nella storia del papato: è stupenda. Nell'estate 2013 avevo mandato a papa Francesco, su sua esplicita e diretta richiesta, alcuni miei libri dedicati all'ecologia. Mi sono ritrovato in tanti passaggi dell'enciclica".

Lo sostiene Leonardo Boff, ex frate brasiliano, uno dei più noti esponenti della teologia della liberazione.

Il movimento è nato in America Latina negli anni Sessanta per mettere al centro del messaggio cristiano l'emancipazione sociale e politica.

Boff, che sotto il papato di Giovanni Paolo II ha avuto forti scontri con la Chiesa, fino a lasciare l'ordine francescano del quale faceva parte, commenterà l'enciclica per le Edizioni missionarie italiane (Emi) di Bologna, la casa editrice che ha diffuso la sua dichiarazione.

"L'enciclica 'Laudato sì' è di papa Francesco - ha detto Boff - e io non sono niente, un semplice servo inutile. Mi sento totalmente rappresentato da questo testo di Francesco". Dall'entourage papale - fa sapere la Emi - è arrivata nei giorni scorsi una telefonata a Boff per ringraziarlo dei contributi offerti per la stesura di "Laudato sì". La casa editrice, di proprietà di 16 istituti missionari e diretta da Guido Mocellin, parla senza mezzi termini di una "riabilitazione" di Boff.

In particolare l'enciclica di Francesco include nella categoria "povero" anche il pianeta Terra riprendendo un concetto caro al pensatore latinoamericano. Citata anche l'espressione di Boff "grido della terra, grido dei poveri". Dagli anni Ottanta, infatti, la teologia della liberazione si è molto interessata ai temi ambientali.

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SDA-ATS