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Quasi tre ore di confronto ma alla fine le posizioni tra il premier italiano Enrico Letta ed il vicepremier Angelino Alfano che è anche segretario del PdL, restano "distanti" sull'agibilità politica di Silvio Berlusconi. Le prossime ore diranno se la crisi politica accelera o se c'è ancora tempo per una "qualsiasi soluzione".

Il segretario Pdl a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto presente che per il suo partito è inaccettabile che il partner di governo, il Pd, non consideri il tema della non retroattività della legge Severino in vista del voto della giunta al Senato.

Letta, invece, sottolineano ambienti vicini al premier, si muove in tutt'altra logica, considerando sbagliata la sovrapposizione dei due livelli di governo e della vicenda giuridica che riguarda gli 'interna corporis' del Senato. Per Letta a decidere è la giunta e secondo criteri giuridici e non politici.

Il faccia a faccia, tuttavia, avrebbe fatto fare significativi "passi avanti" verso l'intesa sulla riforma dell'Imu- la tassa sugli immobili - che dovrebbe approdare in consiglio dei ministri il 28 agosto.

Letta guarda comunque avanti, con un ottimismo tutto suo. La lotta alla disoccupazione e la tutela dei risparmiatori, attraverso l'unione bancaria saranno "il cuore" del semestre di presidenza italiana a Bruxelles, occasione "fondamentale" per agganciare la ripresa, alla quale seguirà, dopo una manciata di mesi, l'Expo di Milano, più volte definito dal premier un imperdibile "volano per l'economia".

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SDA-ATS