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EPFL coordinerà partecipazione elvetica a gigantesco telescopio

Il Poli di Losanna coordinerà la partecipazione della comunità scientifica svizzera al gigantesco radiotelescopio sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2020 - 12:26
(Keystone-ATS)

Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) coordinerà i contributi svizzeri alla realizzazione del più grande radiotelescopio mai realizzato finora.

Grazie a questo ambizioso progetto, denominato Square Kilometre Array (SKA), taluni enigmi dell'Universo potranno essere risolti, indica oggi in una nota l'ateneo losannese.

Lo SKA sarà costruito nei prossimi anni su due siti: uno in Sudafrica, con 130 antenne del diametro di 15 metri e l'altro nell'Ovest dell'Australia con 130'000 antenne di tipo TV. Tredici Paesi sono attualmente coinvolti nel progetto e la Svizzera parteciperà all'avventura.

Quale primo passo in questo senso, all'EPFL è stato accordato lo statuto di membro del comitato di organizzazione (SKAO). Sarà incaricato di coordinare i contributi della comunità scientifica elvetica, che comprende le Università di Ginevra, Zurigo e Berna, il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) di Manno, la Scuola universitaria professionale del Nord-Est della Svizzera (FHNW) nonché il Planetarium del Museo svizzero dei trasporti di Lucerna.

"Questo nuovo telescopio ad elevate prestazioni ci offrirà una nuova visione dell'Universo", ha dichiarato Jean-Paul Kneib, direttore del laboratorio astrofisico dell’EPFL, che dirigerà anche il consorzio scientifico interessato al progetto.

"Lo SKA potrà per esempio individuare sistemi planetari in formazione, galassie attorniate da idrogeno, o ancora buchi neri presenti al centro di galassie situate a miliardi di anni luce", ha aggiunto.

"Grazie a questo strumento, potremo pure misurare il campo magnetico in seno alle galassie e su una più vasta scala, tracciare la distribuzione di idrogeno durante i primi milioni di anni che hanno seguito la nascita dell'Universo", ha spiegato dal canto suo Daniel Schaerer, professore al Dipartimento di astronomia dell'Università di Ginevra, citato nella nota.

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