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Il presidente turco Erdogan si è definito fiducioso in vista del referendum sul presidenzialismo di domani.

KEYSTONE/EPA HO/TURKISH PRESIDENT PRESS OFFICE HANDOUT

(sda-ats)

Ultimi scampoli di campagna elettorale per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del referendum costituzionale di domani. Il leader, da Istanbul, ha lanciato un appello ai suoi sostenitori a recarsi in massa alle urne, dicendosi convinto di vincere.

"Penso a cosa accadrà se, Dio volendo, le urne scoppieranno di sì. Sarà festa nella nazione domani sera", ha dichiarato Erdogan, nel primo dei comizi pubblici. Il leader turco, citato dall'agenzia Dpa, ha ribadito come i gruppi terroristici siano schierati per il 'no' alla riforma che, se approvata, amplierà notevolmente i suoi poteri e che l'opposizione teme possa portare a una svolta autoritaria. "Il 16 aprile finiremo il lavoro iniziato il 15 luglio", ha aggiunto Erdogan riferendosi alla data del fallito golpe.

Nel secondo comizio il presidente è tornato sulla questione del ripristino della pena di morte in Turchia, affrontata più volte durante la campagna elettorale. "Fratelli miei, la mia decisione sulla pena di morte è ovvia. Se passerà in Parlamento e mi sarà sottoposta la approverò - ha affermato -. Se questo non accadrà faremo un altro referendum e la nazione deciderà. La decisione di domani aprirà la strada a questo".

Una legge costituzionale per essere approvata in Turchia senza referendum necessita dei due terzi dei voti del Parlamento. Con almeno tre quinti dei voti, invece, è possibile convocare una consultazione popolare.

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SDA-ATS