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Il presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan, in un raro duro attacco verbale all'Isis, ha accusato oggi i miliziani jihadisti di "cercare di distruggere tutto ciò che appartiene alla nostra civiltà, la nostra cultura, le nostre radici".

Le immagini dei miliziani islamici mentre distruggevano antiche statue nel museo di Mosul hanno fatto il giro del mondo provocando sdegno e orrore. Erdogan ha definito l'Isis una "organizzazione terroristica" e ha denunciato la distruzione anche di libri antichi, moschee e tombe storiche a Mosul, la seconda città dell'Iraq conquistata l'anno scorso dai jihadisti grazie alla fuga dei soldati iracheni.

Il presidente turco è stato più volte accusato di avere rapporti ambigui con l'Isis, e di avere aiutato i gruppi jihadisti in Siria con l'obiettivo di rovesciare il presidente Bashar al Assad e impedire l'emergenza di entità autonome curde nel Nord.

Fino ad alcuni mesi fa, ha rilevato la stampa turca, i dirigenti di Ankara non definivano "terroristico" il gruppo armato del "califfo" al-Baghdadi. Ankara starebbe però operando un cambiamento di rotta. Secondo diversi analisti potrebbe contribuire all'offensiva delle truppe irachene e dei miliziani curdi e sciiti per strappare Mosul all'Isis prevista per aprile o maggio.

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SDA-ATS