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Escluso dall'esercito perché vegano, contrario quindi a ogni forma di sfruttamento degli animali per alimentazione, abbigliamento e per ogni altro scopo.

Il caso è stato rivelato dalla stampa svizzero tedesca, dopo che l'interessato ha presentato ricorso. Oggi la "Società vegana svizzera" chiede che anche i seguaci di questa corrente di pensiero possano prestare regolarmente servizio militare.

Stando alla Società, l'esercito esclude i vegani perché non è in grado di garantire loro trattamenti speciali in fatto di alimentazione e di abbigliamento. Gli scarponi, in particolare, costituiscono un problema, perché sono di cuoio.

Daniel Pasche, portavoce dell'esercito, ha confermato che dal 2008 vige una raccomandazione a dichiarare i vegani inabili al servizio, ma al riguardo non ha voluto fornire particolari. La questione degli scarponi, comunque, è ininfluente, dato che i vegani possono procurarsi, a loro spese, calzature in materiale sintetico.

Lo scorso anno, ha detto Pasche, sono stati 25 i vegani non ammessi al servizio militare, ma nella valutazione sono intervenuti, almeno in parte, anche altri fattori. Soluzioni di compromesso sono invece state trovate per altre categorie di persone con un'alimentazione particolare, quali i vegetariani.

La società vegana, in un comunicato, si dice disposta a dare una mano all'esercito affinché le pietanze vegane vengano introdotte anche nelle mense militari. A suo dire il numero dei vegani in Svizzera è passato negli ultimi dieci anni da 20 mila a 80 mila e la tendenza è al rialzo.

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SDA-ATS