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Esplosioni Beirut: esperti svizzeri già all'opera

A Beirut si lavora tra e macerie KEYSTONE/AP/Hussein Malla sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 agosto 2020 - 14:16
(Keystone-ATS)

Hanno già iniziato il loro lavoro gli esperti inviati a Beirut dalla Svizzera. La solidità degli edifici pubblici colpiti dalle esplosioni del 4 agosto è stata esaminata da specialisti.

Alcune scuole saranno selezionate e riabilitate in vista del nuovo anno scolastico e due ospedali riceveranno assistenza.

"Ingegneri esperti nelle infrastrutture hanno trascorso cinque giorni ad analizzare le condizioni degli edifici pubblici, sotto la supervisione del comune di Beirut. L'obiettivo era quello di determinare quali possano essere utilizzati senza rischi", ha raccontato all'agenzia Keystone-ATS Claude Wandeler, capo del team elvetico.

Sono stati valutati anche i danni subiti dall'ambasciata svizzera e dagli appartamenti dei suoi dipendenti. "I lavori stanno per iniziare, la rappresentanza potrà presto tornare a funzionare normalmente". Inoltre, psicologi sono stati messi a disposizione del personale.

Su richiesta delle autorità libanesi, due ospedali riceveranno assistenza per la cura delle donne incinte e dei loro figli. "L'obiettivo è sgravare il personale medico locale, impegnato nelle emergenze causate dall'esplosione", ha da parte sua spiegato Unal Ozgür, responsabile dell'informazione del team.

Tre medici sono già sul posto. Altri sei arriveranno dalla Svizzera domani, con circa 1500 chili di materiale sanitario per chirurgia, pediatria e ostetricia.

La Svizzera parteciperà anche al risanamento delle scuole pubbliche danneggiate dall'esplosione. L'obiettivo è che siano utilizzabili all'inizio del nuovo anno scolastico, previsto per la fine di settembre, se la pandemia di Covid-19 lo permetterà, ha aggiunto Wandeler. In totale ne sono state danneggiate 80. Stamane gli architetti inviati sul posto hanno iniziato a selezionare quelle per le quali la Svizzera contribuirà alla ricostruzione.

Berna ha inviato a Beirut un totale di 20 esperti. Ogni giorno si svolgono riunioni di coordinamento con i rappresentanti libanesi e degli altri Paesi presenti. La Svizzera ha inoltre annunciato un contributo di 4 milioni di franchi per sostenere la popolazione libanese.

L'ambasciatrice svizzera a Beirut, Monika Schmutz, ha dichiarato che non saranno concessi aiuti finanziari al governo libanese, considerato corrotto. Berna sostiene anche la Croce Rossa libanese con 500'000 franchi.

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