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Malgrado il difficile contesto economico globale la Svizzera nel 2012 è riuscita ad incrementare leggermente le esportazioni, salite dell'1,5% a 200,9 miliardi di franchi. Lo ha annunciato stamane l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), precisando che in termini reali risulta una stagnazione (-0,2%).

Le importazioni sono progredite dell'1,2% (+0,6% in termini reali) a 176,5 miliardi di franchi. La bilancia commerciale si è chiusa con un'eccedenza di 24,4 miliardi, contro 23,5 miliardi nel 2011.

L'export è stato trainato dall'orologeria, che ha messo a segno un incremento dell'11% a 21,4 miliardi di franchi. Colonna portante dell'interscambio è stato anche il settore chimico-farmaceutico un crescita del 5,8% a poco meno di 80 miliardi di franchi. Sono in rialzo anche la categoria derrate alimentari, bevande e tabacchi, con un +3,4% (a 7,7 miliardi) e gli strumenti di precisione, in lieve aumento dello 0,4% (a 14,1 miliardi di franchi).

In flessione invece tutti gli altri rami. In particolare pesa il -9,6% fatto segnare dall'importante settore delle macchine e dell'elettronica, con un volume totale di 33,4 miliardi di franchi. Il calo più marcato è stato registrato dall'industria della carta e grafica, con un -13% (a 2,2 miliardi).

Nel solo mese di dicembre l'interscambio è scivolato nelle cifre rosse, ma in parte ciò è dovuto alla differenza di giorni lavorativi, due in meno lo scorso anno rispetto al 2011. Le esportazioni sono diminuite del 10,2% a 14 miliardi, le importazioni del 4,6% a 13 miliardi di franchi. Corretto di tale differenza l'export risulta in flessione dello 0,9% (reale: -4,2%), l'import in aumento del 5% (reale: +4,3%), spiega l'AFD.

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SDA-ATS