Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

ZURIGO - Grazie al miglioramento della congiuntura mondiale il futuro si presenta roseo per le piccole e medie imprese (PMI) svizzere orientate ai mercati esteri. Il barometro delle esportazioni del Credit Suisse mostra nel terzo trimestre una normalizzazione della domanda straniera di prodotti elvetici, mentre l'indice delle prospettive di export delle PMI elaborato dall'Osec continua a segnalare una crescita.
Il barometro del Credit Suisse ha registrato un ulteriore rialzo negli ultimi tre mesi. Il nuovo dato è di 0,3, ben sopra la soglia di crescita fissata a -1 ed anche superiore al valore zero, che segna una normalizzazione. La domanda è tornata positiva, come non lo era da metà 2008.
L'indice delle prospettive di export dell'Osec, che si basa su un sondaggio svolto presso 200 PMI, ha raggiunto quota 68,5 punti su 100. Questo valore, seppur sotto i 76,8 punti rilevati nel trimestre precedente, si situa però ben sopra i 50 punti che corrispondono alla soglia di crescita. Le aziende svizzere si attendono un incremento delle esportazioni per il terzo trimestre 2010, anche se la curva di aumento si è sensibilmente appiattita rispetto ai tre mesi precedenti.
Le PMI interpellate dall'Osec attribuiscono la progressione dell'export a tre fattori: il 49% cita un miglioramento della congiuntura, il 40% l'innovazione dei prodotti e il 37% il marketing intensificato (erano ammesse risposte multiple). I settori più dinamici dovrebbero essere l'elettrotecnica, i servizi e i beni di consumo. Lo stesso trend viene rilevato anche dal barometro del Credit Suisse, che mette inoltre in luce un aumento marcato della domanda di strumenti di precisione, richiesti soprattutto negli Stati Uniti e in Asia.
La ripartizione geografica degli affari rimane stabile. L'87% delle PMI svizzere esporterà verso l'Europa: il mercato principale si conferma essere la Germania, paese in cui il 72% degli interpellati venderà i propri prodotti e servizi, seguita dalla Francia (47%), dall'Austria e dall'Italia (entrambe al 45%). Il 49% delle imprese guarda inoltre all'Asia, con Cina (27%), India (25%) e Giappone (23%) a costituire i mercati principali. Meno numerose sono le società orientate verso Nordamerica (39%), Medio Oriente e Africa (33%) e Sudamerica (20%).
Per quanto riguarda i cambi, il 53% delle PMI stima che la debolezza dell'euro porterà a una riduzione delle esportazioni verso l'UE. Il 38% delle aziende ritiene invece che le oscillazioni del corso delle valute non abbiano alcun influsso sulla ripartizione geografica delle loro vendite all'estero e solo il 9% pensa di vendere di più in paesi extra-UE.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS