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La Svizzera lo scorso anno ha esportato materiale bellico per 563,5 milioni di franchi, con una crescita di oltre 100 milioni rispetto al 2013 (461 milioni), indica oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). In netto aumento sono risultate le esportazioni verso l'Indonesia, che hanno raggiunto i 121,4 milioni contro 157'000 franchi dell'anno precedente.

Grazie all'acquisto di un sistema di difesa contraerea e di armi di diverso calibro, il Paese asiatico è così divento il secondo maggiore cliente dell'industria bellica svizzera. Al primo posto figura sempre la Germania con quasi 186,9 milioni di franchi di beni acquistati dalla Svizzera. Altri importanti clienti sono l'Italia (49,3 milioni) e gli Stati Uniti (34,6 milioni). Seguono Gran Bretagna (20,8 milioni) e Francia (20,7 milioni).

Gli Emirati Arabi Uniti, ai quali la Svizzera ha fornito aerei di addestramento, e il Bahrein fanno pure parte dei migliori acquirenti (14 milioni a testa).

Il caso dell'Arabia Saudita

Anche l'Arabia Saudita, verso cui le esportazioni di materiale bellico sono di principio vietate a causa delle persistenti violazioni dei diritti dell'uomo, figura tra i clienti della Confederazione (con 3,8 milioni di franchi). Tuttavia i pezzi di ricambio, ad esempio per un sistema di difesa antiaerea venduto prima dell'entrata in vigore del divieto di esportazioni, possono continuare ad essere ceduti.

Dal canto loro Russia e Ucraina, Paesi attualmente in conflitto, hanno importato armi per rispettivamente 536'000 e 10'000 franchi.

Le vendite all'estero di armi, munizioni e affini rappresentano complessivamente lo 0,26% dell'export elvetico (nel 2013, lo 0,22%), precisa ancora la SECO.

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SDA-ATS