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In gennaio le esportazioni svizzere sono aumentate del 5% in termini nominali, a 15,2 miliardi di franchi. Le imprese hanno dovuto fare concessioni sui prezzi: in termini reali la progressione risulta del 15,5%, indica oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

Il livello dei prezzi è sceso del 9,1% in un anno. A parità di giorni lavorativi l'export è però diminuito dello 0,6% in termini nominali (+9,3% in termini reali). Le importazioni sono progredite del 9,4%, 13,3 miliardi di franchi. Senza i giorni lavorativi supplementari, l'import è cresciuto del 3,6% (+4% in termini reali). L'eccedenza della bilancia commerciale è diminuita del 17,9% a poco meno di 2 miliardi di franchi, scrive l'AFD.

La pressione sui prezzi all'export si è fatta sentire soprattutto nel comparto farmaceutico: non tenendo conto di tale ramo, la contrazione dei prezzi si riduce al 2,7%. Le forniture all'estero sono in calo del 5,4% a 5,07 miliardi di franchi. Il livello dei prezzi in media è regredito del 19,9%. Per tutto il settore chimico-farmaceutico si ha una flessione nominale del 5% a 6,25 miliardi di franchi.

Ancora in forte espansione invece le vendite al di fuori dei confini nazionali dell'industria delle macchine e dell'elettronica: +17% a 2,74 miliardi di franchi. Lo stesso vale per l'orologeria, con una crescita del 16,9% a 1,14 miliardi. Tendenza analoga per l'industria metallurgica, in progressione del 17,3% a 1,03 miliardi.

Le industrie tessile, delle materie plastiche, degli strumenti di precisione nonché degli alimentari, bevande e tabacchi hanno registrato incrementi tra il 4 e il 6%. Fra gli alimentari, i comparti del caffè, del cioccolato e delle bibite hanno messo a segno tassi di espansione compresi tra il 15 e il 18%, rileva l'AFD. L'industria cartaria e grafica ha invece registrato un calo dell'1,1%, quella dell'abbigliamento un tonfo del 16,8%.

Le forniture all'Unione europea sono state pari a 9,26 miliardi di franchi, in aumento del 4,3%. La buona congiuntura in Germania ha favorito l'export elvetico, cresciuto del 10,2% a 3,09 miliardi di franchi. Le vendite all'Italia sono aumentate del 7,1% (a 1,28 miliardi), quelle alla Francia del 2,3% (a 1,21 miliardi). Forte flessione delle vendite alle economie in crisi: -10,4% (a 522 milioni) per la Spagna, -59,7% (a 40 milioni) per l'Irlanda.

L'export verso gli Stati Uniti è in rialzo del 6,7% (a 1,36 miliardi), mentre per il Giappone è stato rilevato un calo del 6,4% (a 518 milioni). Boom per le vendite alla Cina, progredite del 38,4% (a 582 milioni), mentre per Hong Kong è stato indicato un +4,9% (a 352 milioni).

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SDA-ATS