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Esportazioni svizzere aumentano anche in agosto

Quasi tutti i gruppi di prodotti hanno registrato una progressione delle vendite all'estero. Nella foto i Porti sul Reno a Basilea. Keystone/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2020 - 08:54
(Keystone-ATS)

In agosto l'industria d'esportazione svizzera si è ripresa ulteriormente dallo shock causato dalla pandemia di coronavirus, crescendo per il terzo mese consecutivo e superando per la prima volta da marzo la soglia dei 18 miliardi di franchi.

Concretamente secondo i dati pubblicati oggi dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD), rispetto a luglio le esportazioni sono aumentate del 3,7% a livello nominale, ossia tenendo conto dell'inflazione, a 18,33 miliardi. A livello reale l'incremento è stato del 2,9%.

I valori attuali si situano comunque ancora ben al di sotto di quelli prima dell'emergenza sanitaria: mentre in precedenza in certi mesi venivano raggiunti livelli di oltre 20 miliardi, durante la crisi le esportazioni sono scese a poco più di 16 miliardi di franchi.

La ripresa ha invece subito un arresto per quanto riguarda le importazioni: dopo gli incrementi degli ultimi tre mesi, in agosto sono diminuite dell'1,8% a 14,91 miliardi (-1,3% reale). La bilancia commerciale segna un'eccedenza pari a 3,4 miliardi di franchi.

La flessione è dovuta principalmente alle minori importazioni di medicinali e prodotti immunologici. Per quanto concerne l'export, quasi tutti i gruppi di prodotti hanno registrato una progressione. Le esportazioni sono state confrontate a una crescita nettamente maggiore in Nordamerica (+14%) ed Asia (+10,8%) che in Europa (+1,6%).

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