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La farmaceutica trascina le esportazioni svizzere (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/APA/BARBARA GINDL

(sda-ats)

Le esportazioni svizzere in gennaio sono aumentate del 5,3% a 18,1 miliardi di franchi. La crescita è dovuta unicamente ai prodotti chimici e farmaceutici, annuncia oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Le importazioni si sono invece ridotte dell'1,2%.

La bilancia commerciale ha chiuso con un surplus mensile record di 4,7 miliardi di franchi.

In termini reali l'export è progredito del 2,3%. Nel confronto con dicembre vi è statoi un calo dello de 0,9%, segnala AFD. Malgrado la volatilità degli ultimi mesi, le vendite all'estero restano agganciate a una leggera tendenza positiva che si è delineata nel terzo trimestre 2015.

La crescita di gennaio poggia esclusivamente sul dinamismo dei prodotti chimici e farmaceutici, che hanno segnato un +17,1% a 9,2 miliardi di franchi, pari a oltre la metà di tutte le esportazioni. Se non si tiene conto di questa settore, che ha registrato un mese da primato, l'export è calato del 5%.

Il settore tessile, abbigliamento e calzature è cresciuto dell'11,2% e quello dei metalli del 6,1%. Seconda voce dell'esportazione, l'industria delle macchine e dell'elettronica ha proseguito nella sua evoluzione altalenante (-1,3%).

L'orologeria non è riuscita a porre un freno all'emorragia che dura da oltre un anno e mezzo (-11,3%; -6,2% in termini reali), registrando perfino il terzo peggior risultato dall'agosto 2012. il ramo della gioielleria e della bigiotteria è crollato del 13,4%, ma il risultato peggiore lo ha ottenuto il settore dei veicoli (-23,5%).

I risultati hanno visto fortune alterne sui tre principali continenti, a causa soprattutto dell'evoluzione dei prodotti farmaceutici. L'export verso il Nordamerica è aumentato del 23,1%, quello verso l'Europa solo del 3,5%.

Austria (+17,1%) e Belgio (+16,7%) si sono particolarmente distinti. Le esportazioni in Germania, primo partner commerciale, sono cresciute del 12,3% fissandosi a 3,5 miliardi di franchi. Quelle nel Regno Unito hanno invece perso il 14,4%.

Il mercato asiatico è calato dell'12,2%. L'Arabia Saudita (-43,3%) e e gli Emirati Arabi Uniti (-28,1%) sono addirittura crollati, mentre le esportazioni in Cina sono aumentate del 27,8%.

Per quanto concerne le importazioni, esse si sono ridotte dell'1,2% a 13,4 miliardi. In termini reali il calo è stato del 6,8% e su un mese del 2,6%. Le entrate continuano così a ridursi dalla metà del 2016, rileva l'Amministrazione delle dogane.

L'import di bigiotteria è aumentato di un terzo, quello di veicoli è crollato del 27,7%. Tra questi due estremi cinque gruppi su dodici hanno segnato una variazione tra -1% e 1%, in particolare la chimico-farmaceutica e l'industria delle macchine e dell'elettronica.

Se le importazioni dall'Europa sono cresciute dell'1,9%, quelle degli altri due principali continenti hanno sofferto: -22,6% dal Nordamerica e -0,9% dall'Asia.

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SDA-ATS