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Il popolo dovrà riesprimersi sul rinvio dei criminali stranieri prima che la soluzione scaturita dal Parlamento possa essere applicata.

Il Consiglio federale ha deciso oggi di attendere l'esito della votazione del 28 febbraio prossimo sull'iniziativa dell'UDC "Per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" prima di fissare l'entrata in vigore della nuova legislazione.

Il governo si pronuncerà immediatamente dopo lo scrutinio, ha detto oggi ai giornalisti il suo portavoce André Simonazzi. Il Consiglio federale ha giustificato questa decisione con il rispetto per i cittadini che devono esprimersi una volta ancora sull'argomento.

Seconda iniziativa

Gli Svizzeri hanno già approvato con il 53% delle preferenze una prima iniziativa dei democentristi sul rinvio dei criminali stranieri nel novembre 2010. Scontenta per le tergiversazioni nell'applicazione del nuovo articolo costituzionale, l'UDC ha promosso una seconda iniziativa detta "d'attuazione".

Quest'ultimo testo sarà sottoposto in votazione il prossimo 28 febbraio. Sia il Consiglio nazionale che gli Stati hanno raccomandato al popolo di respingere l'iniziativa e hanno proposto una controprogetto indiretto per l'applicazione del primo testo. Nella versione del plenum, in futuro gli stranieri che commettono crimini passibili di una pena superiore a tre anni rischieranno l'espulsione automatica per un periodo di 5-15 anni.

Rompicapo

Un'entrata in vigore prematura della riforma potrebbe creare un rompicapo giuridico, se il popolo dovesse in seguito sostenere l'iniziativa d'attuazione e quindi iscrivere direttamente nella Costituzione il catalogo di reati e le condizioni di espulsione. I tribunali sarebbero allora confrontati con disposizioni contraddittorie del Codice penale e della Magna Charta.

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SDA-ATS