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Il Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF) si occuperà il 21 aprile del caso del copilota etiope che nel febbraio 2014 dirottò su Ginevra un Boeing della compagnia di bandiera del suo paese.

Lo ha indicato la procura federale confermando una notizia pubblicata oggi da Tages-Anzeiger e Bund.

Come già noto dallo scorso novembre il ministero pubblico della Confederazione considera che l'uomo, all'epoca 31enne, ha agito in stato di irresponsabilità totale: stando a una perizia psichiatrica era infatti in completa paranoia al momento del delitto. È infatti risultato che si sentiva perseguitato.

Nell'ambito del procedimento aperto per sequestro di persona e rapimento nonché per perturbamento della circolazione pubblica l'aviatore è considerato quindi penalmente incapace. L'MPC chiede perciò ai giudici di Bellinzona che nei suoi confronti sia decisa una misura terapeutica, con il collocamento stazionario in un istituto psichiatrico.

Il caso aveva provocato grande scalpore. Il 17 febbraio 2014 il 31enne si trovava ai comandi di un Boeing 767-300 di Ethiopian Airlines (volo ET-702) partito nella notte da Addis Abeba con 202 persone a bordo e diretto a Roma. Il copilota - che non era armato - aveva approfittato dell'assenza del comandante, recatosi alla toilette, per chiudersi nel cockpit e dirottare il velivolo.

Aveva poi contattato l'aeroporto di Ginevra, cercando di contrattare asilo per sé e l'assicurazione di non essere estradato in Etiopia. Una volta atterrato a Cointrin, aveva aperto un finestrino e si era calato con la fune d'emergenza. Aveva poi camminato verso le forze dell'ordine lasciandosi arrestare senza opporre resistenza.

Grazie al dirottamento la Svizzera scoprì che le sue forze aeree erano operative solo durante gli orari di ufficio, vale a dire dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00. Al di fuori di questi tempi di azione i compiti di polizia aerea vengono assunte dai vicini, un approccio che nei prossimi anni sarà cambiato. Nella notte in questione il volo il Boeing era quindi stato scortato prima da Eurofighter italiani, poi da Mirage francesi.

Da notare infine che nel marzo 2015 il dirottatore è stato condannato in contumacia ad Addis Abeba a 19 anni e sei mesi di carcere. In precedenza l'Etiopia aveva anche chiesto l'estradizione del suo cittadino, ma la Svizzera aveva respinto la domanda, volendo giudicare in proprio l'autore del reato.

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SDA-ATS