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Euro scende sotto 1,09 franchi, dollaro a 0,76 cts

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 agosto 2011 - 20:49
(Keystone-ATS)

È proseguito anche oggi l'indebolimento dell'euro, sceso per la prima volta al di sotto della soglia di 1,09 franchi.

Poco prima delle 19 infatti la valuta unica ha toccato quota 1,0847, secondo i rilevamenti della piattaforma online Swissquote. In mattinata era sceso sotto 1,10 franchi.

Dopo essersi mosso vicino al minimo storico segnato ieri a quota 0,7729 franchi, il dollaro ha pure registrato nel tardo pomeriggio un nuovo minimo a 0,7642 franchi.

Anche le borse sono in forte discesa. A Zurigo l'indice SMI dei titoli guida ha perso addirittura il 4,09%, scendendo ai minimi da due anni a questa parte.

Lo stato di salute dell'economia americana preoccupa. Il sollievo suscitato dall'accordo sull'innalzamento del tetto del debito negli USA è stato di breve durata. Lo scenario peggiore di un'insolvenza è stato evitato. Tuttavia ciò non nasconde il debito abissale degli Stati Uniti e la crescita anemica dell'economia.

In tal contesto, la pressione sale sulle economie europee più deboli e il franco svolge più che mai il ruolo di porto sicuro, assieme allo yen e all'oro, che ha stabilito oggi pomeriggio un nuovo record a New York a 1643,70 dollari all'oncia.

Un'altra conseguenza dei dubbi sull'economia americana è lo spostamento degli investitori sui titoli giudicati più sicuri, che beneficiano della tripla A, come quelli statali tedeschi che servono da riferimento. Così i tassi sui buoni del Tesoro a 10 anni italiani e spagnoli sono saliti ai massimi dall'introduzione dell'euro.

Malgrado l'evoluzione in atto gli economisti delle grandi banche svizzere in gran parte mantengono i pronostici. Per Daniel Kalt, specialista dell'UBS, l'economia svizzera è in ottima salute. La forza del franco riflette tale solidità e la fiducia riposta nel paese. Stando all'economista dell'UBS, il tasso di crescita del 2,7% previsto per l'intero anno potrebbe essere ancora raggiunto grazie alla buona partenza. I pronostici di un +2,2% per il 2012 sono più fragili. Per una revisione la banca attende comunque i dati sul prodotto interno lordo nel secondo trimestre.

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