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Eutanasia: GB, vietata a donna 'minimamente conscia'

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2011 - 13:45
(Keystone-ATS)

La famiglia di una donna gravemente cerebrolesa ma "minimamente cosciente" non potrà farle staccare la spina. Lo ha stabilito un giudice britannico.

La sentenza di oggi, nel primo caso in Gran Bretagna in cui veniva chiesta la sospensione delle terapie salva-vita a una persona non in permanente stato vegetativo ma con un barlume di coscienza, ha riaperto un dibattito nel Regno Unito sul diritto a morire.

"È un caso unico" ma che "solleva importanti problemi di principio", ha detto il giudice Baker in corte a Londra respingendo la richiesta dei familiari. La famiglia della donna, che ha 52 anni ed è stata identificata solo come 'M' negli atti giudiziari per motivi di privacy, aveva sostenuto che non avrebbe mai voluto vivere una vita "totalmente dipendente da altri". 'M' aveva sofferto gravi danni cerebrali nel 2003 dopo essersi ammalata di encefalite virale. Era rimasta in coma per parecchie settimane e inizialmente era apparsa in persistente stato vegetativo anche se poi i medici avevano concluso che le era rimasto un minimo di coscienza.

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