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Ex ministro algerino indagato in Svizzera per crimini guerra

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2011 - 09:49
(Keystone-ATS)

L'ex ministro della difesa algerino Khaled Nezzar è stato fermato giovedì a Ginevra dov'era di passaggio, per essere poi rilasciato venerdì. Il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto a suo carico un procedimento per "sospetti crimini di guerra".

Il procedimento è stato avviato sulla base di una denuncia della Ong TRIAL, basata a sua volta sulle denunce di due vittime, ha precisato Jeannette Balmer, portavoce della Procura federale, confermando ieri sera all'ats la notizia diffusa dall'organizzazione non governativa.

I presunti crimini di cui è accusato Nezzar sarebbero stati perpetrati "nel contesto del conflitto civile algerino che dal 1992 al 1999 ha opposto diversi gruppi islamisti al governo", ha aggiunto la portavoce.

Il 74enne generale a riposo, ministro della difesa tra il 1990 e il 1994 e membro della presidenza collegiale ("Alto comitato di stato") che ha diretto l'Algeria tra il 1992 e il 1994, è stato interrogato ieri insieme agli autori delle denunce ed è poi stato rilasciato. L'istruttoria tuttavia prosegue, ha riferito la Procura federale.

La Ong svizzera TRIAL (Track Impunity Always), costituita nel 2002 a Ginevra e specializzata nella lotta contro l'impunità degli autori di crimini di guerra e contro l'umanità, riferisce da parte sua in una nota che Nezzar è stato rimesso in libertà dopo aver promesso che si presenterà durante il proseguimento delle indagini. L'organizzazione non governativa si rallegra del fermo e del procedimento per crimini di guerra: "la brezza della primavera araba ha raggiunto la Svizzera", dichiara il suo direttore Philip Grant nel comunicato.

TRIAL deplora tuttavia che il sospetto non sia stato posto in detenzione preventiva e giudica alto il rischio di fuga. "Non si è tenuto sufficientemente conto della enorme sofferenza di migliaia di vittime algerine dell'apparato repressivo diretto da Nezzar", deplora la ong.

Nezzar era considerato uno degli uomini più potenti del regime algerino negli anni della guerra civile, rileva Trial. Egli era stato il più convinto fautore della sospensione del processo elettorale che nel gennaio del 1992 stava per portare al potere il Fronte di Salvezza Islamico (FIS). Con altri 100 ufficiali dell'esercito era stato congedato con un decreto dal presidente algerino Liamine Zeroual nel maggio 1996.

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