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Il procuratore generale Michael Lauber (nella foto) dirige il Ministero pubblico federale, che ha chiesto e ottenuto il prolungamento di tre mesi della detenzione preventiva per crimini contro l'umanità dell'ex ministro del Gambia Ousman Sonko.

KEYSTONE/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU

(sda-ats)

L'ex ministro del Gambia Ousman Sonko, che aveva chiesto asilo in Svizzera, dovrà rimanere in detenzione preventiva per crimini contro l'umanità. Lo ha deciso il Tribunale dei provvedimenti coercitivi del Canton Berna.

La corte ha accolto una richiesta del Ministero pubblico della confederazione (MPC) di un prolungamento di tre mesi della detenzione in base ai progressi fatti nelle indagini. La custodia cautelare permetterà di interrogare altri testimoni, esaminare le nuove accuse penali e analizzare documenti e dati sequestrati, comunica oggi in una nota l'MPC.

Sonko è stato arrestato lo scorso 26 gennaio a Lyss (BE), dove soggiornava da novembre in un centro di transito per richiedenti asilo. A denunciarlo è stata Trial, l'organizzzaione non governativa (ong) con sede a Ginevra che lotta contro l'impunità per crimini internazionali.

L'organizzazione accusa Sonko, ex ministro dell'interno, di essere stato un elemento chiave nel regime repressivo dell'allora presidente Yahya Jammeh. Sonko sarebbe responsabile di aver ordinato torture, arresti e omicidi nei confronti di oppositori al regime.

A fine gennaio il Ministero pubblico di Berna ha aperto una procedura penale contro Sonko per crimini contro l'umanità, ordinando la detenzione preventiva per tre mesi. In febbraio la procedura è passata nelle mani del MPC. Esistono sufficienti motivi per "non escludere il sospetto di crimini contro l'umanità", ha affermato l'MPC.

SDA-ATS

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