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Come nutrire la popolazione mondiale in vista dei cambiamenti climatici? Rappresentanti dell'economia, della politica e dell'industria e il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ne hanno discusso oggi al padiglione svizzero dell'Esposizione Universale a Milano.

Circa 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, ha ricordato il ministro dell'economia. Produciamo cibo a sufficienza, ha aggiunto il nutrizionista e ricercatore svizzero Hans Herren, secondo cui basterebbe migliore la qualità degli alimenti e distribuirli meglio.

È importante conoscere l'entità delle risorse e in che quantità sono necessarie per produrre cibo, ha aggiunto Herren, ricordando alcuni progetti sperimentali condotti in agricoltura, che hanno evidenziato come una pianta in crescita assorba più CO2 di quanto ne emetta.

Queste scoperte sono decisive per aiutare paesi in difficoltà come il Malawi, da cui proviene Dyborne Chibonga, rappresentante dell'Organizzazione mondiale degli agricoltori, presente al dibattito. Egli ha attirato l'attenzione sulla situazione del suo paese, dove un terzo dei 15 milioni di abitanti rischiano di non avere abbastanza cibo il prossimo inverno.

Prima la stagione delle piogge durava da ottobre ad aprile, ha spiegato Chibonga. "Lo scorso anno è iniziata in dicembre ma è stata più intensa". Il Malawi è in seguito stato colpito da una serie di inondazioni e siccità L'industria avrebbe dovuto prestare più attenzione alla questione: i cambiamenti climatici obbligano le multinazionali a ripensare il loro modello economico, ha ammesso il CEO di Syngenta, Michael Mack.

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SDA-ATS