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Il consigliere agli Stati ticinese Fabio Abate (PLR)

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

"Sono stato contattato dal partito e ho comunicato al presidente del PLR ticinese Bixio Caprara, così come ai colleghi parlamentari, che non intendo proporre la mia candidatura al Consiglio federale".

Lo ha dichiarato oggi all'ats il consigliere agli Stati Fabio Abate, da 17 anni a Berna quale rappresentante del Ticino prima alla Camera del popolo, poi in quella dei Cantoni.

"È giusto chiarire la mia posizione per fugare ogni ambiguità di fronte a coloro che continuano a chiedermelo: la carica non mi interessa", ha precisato il "senatore" ticinese.

"Se avessi aspirato ad entrare nella stanza dei bottoni, avrei impostato la mia carriera politica diversamente", ha sottolineato Abate. "Avrei accettato la vice-presidenza del partito quando mi è stata offerta, oppure avrei scelto di lavorare in commissioni più spettacolari. Inoltre, avrei curato maggiorente la comunicazione per intensificare la presenza mediatica", ha precisato Fabio Abate, già presidente della commissione finanze al Nazionale e attuale presidente della Commissione degli affari giuridici agli Stati.

"Un potenziale candidato deve essere pronto a cambiare completamente vita a corto termine", ha puntualizzato il consigliere agli Stati, il quale tiene a precisare di non aver mai trascurato gli impegni familiari e quelli professionali. La maggioranza dei membri del Consiglio degli Stati non considera la carica come un trampolino di lancio per il Consiglio federale. E quando si presenta l'opportunità di mettersi in gioco, prevale la coerenza. E questo è il mio caso."

Quanto alle dimissioni del Consigliere federale Didier Burkhalter, secondo Abate questa decisione ha sorpreso il partito, il quale si è comunque manifestato con prontezza. La palla è ora nel campo delle sezioni cantonali. Il mese di luglio sarà decisivo per proporre i propri candidati.

Per Abate è scontato che la Romandia radicale lotterà per confermare il seggio anche perché è rappresentata nell'esecutivo federale fin dal 1848. "Immediatamente dopo la notizia delle dimissioni di Burkhalter si è detto che è giunto il momento di un Ticinese in Governo. Ma non perché finalmente ci si è ricordati di cosa dice la Costituzione federale, ma perché il politico latino, a cui sono state riconosciute le maggiori chances, è Ignazio Cassis", ha sottolineato Abate.

Se il capogruppo alle camere federali fosse stato un Romando, la campagna sarebbe partita in modo diverso. Quindi, i tempi stretti per decidere le candidature giocheranno un ruolo importante per le scelte personali di alcuni potenziali candidati romandi, ma sul ticket che sarà deciso dal gruppo parlamentare ad inizio settembre troverà posto anche una candidatura forse ginevrina o neocastellana, secondo il "senatore" ticinese.

In merito alle notizie dei media, specie romandi, circa un interesse mostrato da Laura Sadis - che oltre ad essere del partito giusto ha anche il vantaggio di essere donna - alla successione di Burkhalter, Abate precisa che la questione è di competenza del presidente cantonale del PLR Bixio Caprara, il quale dovrà convocare il comitato cantonale, a cui spetta la decisione sulla candidatura. È ovvio che in questo momento qualsiasi candidatura alternativa a Cassis è gradita a coloro che lotteranno per un altro candidato, evidentemente romando.

Tuttavia, ha puntualizzato Abate, "pur apprezzando Laura, non posso ignorare il fatto che da oltre due anni non gestisce più alcun dossier politico cantonale e federale". "Le audizioni nei gruppi parlamentari sono un esercizio impegnativo, in cui si tenta sempre di mettere in difficoltà i candidati su temi complessi all'ordine del giorno sull'agenda di un parlamentare. Ma staremo a vedere".

Quanto al giovane consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, astro nascente del PLR, Abate ha dichiarato che di sicuro ambisce al Consiglio federale. È solido e a Ginevra sta lavorando bene. Tuttavia, il suo tallone d'Achille è il fatto di non aver mai frequentato Palazzo federale, dove i rapporti personali sono importanti.

Per quanto riguarda i conflitti di interesse di Ignazio Cassis, Abate precisa innanzitutto che molti candidati al Consiglio federale, anche eletti, hanno sempre avuto relazioni con determinati settori della realtà socioeconomica svizzera che hanno imposto chiarimenti e spiegazioni. Abate non esclude tuttavia che prima o poi arriverà "un attacco" contro il Ticinese per destabilizzarlo. Ora le premesse sono positive, ma il percorso di Cassis verso il Consiglio federale non sarà in discesa. Ma lui ne è perfettamente consapevole.

In merito a Burkhalter, che Abate conosce da anni poiché hanno lavorato assieme in Consiglio nazionale, il "senatore" ticinese non ha nascosto una certa sorpresa per la sua decisione di lasciare il Consiglio federale.

Secondo Abate, Burkhalter si è mosso molto bene a livello internazionale, si è "globalizzato", ma ha trascurato certi aspetti determinanti della politica nazionale, come la democrazia diretta che impone sempre di temperare le intenzioni e le decisioni iniziali. Da oltre vent'anni il popolo non è più uno strumento di consenso della politica del Governo. Quindi occorre maggiore sensibilità, soprattutto quando si trattano temi come quello dell'accordo quadro con Bruxelles, il quale ha creato problemi anche in seno al governo federale.

Detto questo, Abate non ha mai fatto mancare il suo appoggio al ministro degli esteri quando si è trattato di far votare i crediti a favore della cooperazione internazionale e dell'aiuto umanitario, anche convincendo colleghi scettici. In questo ambito il lavoro di Burkhalter è stato eccellente, ha precisato Abate.

SDA-ATS