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Il ministro della Pianificazione del governo libico di Tripoli, Mohamed Al-Qadar, è stato rapito da "un gruppo armato affiliato al ministero dell'Interno": la conferma del sequestro, con l'indicazione dei presunti rapitori, è riportata dall'agenzia libica Lana.

L'agenzia cita il Comitato sicurezza e difesa del Cng, il Congresso nazionale generale insediato nella capitale col sostegno di milizie islamiche.

Durante il rapimento c'è stato anche "un attacco armato a immobili del governo da parte dello stesso gruppo", precisa l'agenzia sempre citando la condanna espressa dal Comitato dell'assemblea non-riconosciuta a livello internazionale. L'organismo si è appellato a tutte le "forze rivoluzionarie e organismi di sicurezza affinché si assumano tutte le proprie responsabilità nella difesa della capitale".

Il rapimento del ministro di uno dei due esecutivi insediati nel paese nordafricano fino al 2011 guidato dal colonnello Muammar Gheddafi era stato annunciato ieri da alcuni media. La condanna del Gnc esclude di fatto che il rapimento sia stato compiuto da terroristi dell'Isis ma attesta una clamorosa divisione nel governo di Tripoli contrapposto a quello riconosciuto internazionalmente a Tobruk. I due governi dovrebbero sciogliersi qualora venga varato l'esecutivo di unità nazionale scaturito dai negoziati in Marocco.

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SDA-ATS