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Solo tre voti contrari. Gli abitanti delle isole Falkland hanno risposto compatti: siamo britannici e britannici resteremo. Un risultato ampiamente previsto per il referendum tenuto ieri e l'altro ieri, ma che con percentuali di questo tipo (98,8% di sì con un'affluenza del 92%) è di fatto un plebiscito.

Tale da far ripetere oggi al primo ministro britannico David Cameron che il Regno Unito sarà sempre pronto a difendere i suoi cittadini nell'arcipelago dell'Atlantico a 500 km dall'Argentina, invitando Buenos Aires a rispettare il risultato del voto.

Buenos Aires però sembra ignorare quanto accaduto. Non parla. Non reagisce ufficialmente. Non commenta soprattutto le manifestazioni di giubilo tra lo sventolio di Union Jack che invece tornano per tutto il giorno sui media britannici. Ci sono le interviste al seggio, i racconti di chi ha sfidato il maltempo o ha fatto chilometri per raggiungere le urne (l'arcipelago è un territorio scarsamente popolato). E, ancora, bandiere ovunque. E da parte argentina niente. Come a ribadire che per conto suo il voto alle Malvinas (questo il nome delle isole per gli argentini) non è nemmeno preso in considerazione.

Lo aveva detto nei giorni scorsi la presidente Cristina Fernandez de Kirchner, definendo il referendum illegale. Lo ha ripetuto in sua vece l'ambasciatore argentina a Londra Alicia Castro: per noi il voto è nullo. "È stato un referendum organizzato dai britannici per i britannici che si dicono tra loro che è territorio britannico" e ancora: "un'operazione mediatica, pura propaganda".

Così 31 anni dopo una sanguinosa guerra con 650 morti tra gli argentini e 255 tra i britannici, e fiumi di inchiostro tra missive diplomatiche e protocolli, le posizioni non si muovono di un centimetro: come i britannici della "ultima colonia" (1650 con diritto di voto su una popolazione totale di 2841) non hanno avuto dubbi, così la maggioranza degli argentini continua e con tutta probabilità continuerà a sostenere che le Malvinas sono argentine (l'89% in un sondaggio di un anno fa). Tornando ad appellarsi all'Onu per segnalare la "chiara violazione" da parte britannica di accordi internazionali: è una colonia, ma il colonialismo non esiste più.

Quello che è cambiato rispetto a oltre tre decenni fa sono le risorse naturali. E non è un dettaglio. Giacimenti di petrolio e gas sono stati scoperti sul territorio, mentre cresce l'interesse per l'Antartico come risorsa di acqua che è considerato il nuovo 'bene prezioso'. Si sospetta così che il 'botta e risposta' tra Londra e Buenos Aires sia destinato a continuare.

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SDA-ATS