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Nel primo trimestre del 2015 il numero dei fallimenti aziendali è diminuito del 9,9% rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso, a 1'517. Nel contempo sono calate anche le nuove iscrizioni al registro di commercio, ha comunicato Creditreform.

I fallimenti per insolvenza sono scesi del 9,3% a 1'119, mentre quelli dovuti a lacune organizzative in base all'articolo 731b del codice delle obbligazioni si sono contratti dell'11,6% a 398. Nel solo mese di marzo i fallimenti sono stati 459 (-16,1%), di cui 346 per insolvenza (-13,3%).

La decisione della Banca nazionale svizzera di revocare la soglia di cambio minima per l'euro non ha ancora effetti, rileva Creditreform nella nota. È comunque probabile che aziende attive in settori particolarmente toccati dai tassi di cambio si ritrovino in serie difficoltà nei prossimi mesi.

Mentre il numero delle nuove imprese si è abbassato, nel giro di un anno, del 3% a 10'273 unità, le radiazioni dal registro di commercio sono cresciute dell'1,6% a 7'176. La crescita netta delle società si attesta quindi a 3'097, pari a una flessione del 12,1%. Stando a Creditreform il calo va comunque relativizzato, dato che il 2014 è stato un anno record.

Intanto tra gennaio e marzo i fallimenti privati sono invece aumentati del 6,5% a 1'858. Il mese scorso hanno riguardato 678 persone (+25,3%).

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SDA-ATS