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L'ambasciatore turco in Svizzera Ilhan Saygili

Keystone/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

A un anno di distanza dal fallito golpe, la Turchia continua a sentirsi incompresa: è quanto ha detto l'ambasciatore turco in Svizzera Ilhan Saygili in una conferenza stampa convocata oggi nella sede diplomatica a Berna.

Dopo la proiezione di un film su quei tragici eventi, della durata di nove minuti, l'ambasciatore ha affermato che "il tentato putsch è stato un attacco alla democrazia", sventato solo grazie all'intervento di uomini che hanno difeso lo stato di diritto "con il cuore e con le mani".

Saygili, che avrebbe auspicato maggiore sostegno da parte dei paesi occidentali, ha anche giustificato l'ondata di arresti avvenuti dopo il fallito colpo di stato affermando che i sostenitori del predicatore in esilio Fethullah Güllen, presunto ispiratore del golpe, erano riusciti a infiltrarsi all'interno dello stato turco. Secondo l'ambasciatore le persone attualmente detenute sono circa 70'000.

Quanto alla Svizzera Saygili ha detto che la Confederazione ha avuto una reazione "equilibrata". "La Turchia non dimenticherà mai che la Svizzera ci è stata accanto". Le relazioni bilaterali sono però state contraddistinte anche da zone d'ombra, quali le recenti tensioni sorte dopo l'annullamento di un comizio in Svizzera in favore del referendum costituzionale turco del 16 aprile.

Sui temi di attualità il diplomatico è stato poco loquace, affermando che "non vuole immischiarsi nei dibattiti politici". Ha però fatto un'eccezione a proposito del movimento di Gülen in Svizzera, dicendosi soddisfatto dell'eventuale chiusura, entro la fine dell'anno, di una scuola privata di Zurigo riconducibile al predicatore.

L'ambasciatore non ha invece fornito informazioni sui sospetti secondo cui Ankara ha messo sotto stretta sorveglianza gli oppositori turchi all'estero e in Svizzera. Quanto al crescente numero di cittadini turchi che anno chiesto asilo in Svizzera - dal fallito golpe più di 500, tra cui il vice ambasciatore Volkan Karagöz - Saygili ha detto: "è noto che i sostenitori di Gülen sono fuggiti all'estero, principalmente in Germania".

SDA-ATS