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Con l'adesione degli Stati Uniti ad un patto internazionale promosso dalla Fao si allarga l'impegno mondiale per combattere la pesca illegale che supera del 15% la produzione annua totale.

L'Ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite a Roma, David Lane, ha presentato oggi al Direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva, la ratifica dell'Accordo sulle misure dello Stato di approdo per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

"La lotta contro la pesca illegale - ha detto da Silva - è un obiettivo fondamentale non solo per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, ma anche per i grandi paesi come gli Stati Uniti".

L'accordo entrerà in vigore quando vi aderiranno 25 Paesi che al momento sono 21 ma, come ha detto da Silva, molti hanno espresso la volontà di farlo a breve, tanto che l'obiettivo potrebbe essere raggiunto entro luglio di quest'anno.

La pesca illegale, che spazia dalle operazioni senza autorizzazione, alla cattura di specie protette, all'impiego di attrezzi fuorilegge, alla violazione dei limiti di quota, può raggiungere fino a 26 milioni di tonnellate di pesce l'anno, con danni non solo economici ma anche con rischi per la biodiversità locale e la sicurezza alimentare di molti Paesi.

Le misure dell'accordo stabiliscono standard per l'ispezione delle navi straniere che cercano di entrare nel porto di un altro Stato e consentono a un paese di bloccare le navi sospettate di avere praticato la pesca illegale e quindi evitare che catture illegali entrino nei mercati locali e internazionali.

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SDA-ATS