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Con una cerimonia si è riconosciuto oggi lo sforzo fatto in tutto il mondo che ha portato al quasi raggiungimento del primo Obiettivo del Millennio (MDG): dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame entro il 2015, o portarla sotto la soglia del 5%.

La maggioranza dei paesi monitorati dall'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) - 72 su 129 - hanno raggiunto il primo Obiettivo del Millennio, e le regioni in via di sviluppo nel loro insieme lo hanno mancato di poco.

Dei 72 paesi che vi sono riusciti, 29 hanno anche raggiunto il più difficile obiettivo di dimezzare il numero totale delle persone affamate, come era stato auspicato dai governi quando si riunirono a Roma per il Vertice Mondiale sull'Alimentazione (WFS) nel 1996. Ed altri 12 dei 72 paesi in questione hanno mantenuto i loro tassi di fame sotto il 5% a partire almeno dal 1990 .

"Dagli anni '90 ad ora, 216 milioni di persone sono state liberate dalla fame", ha sottolineato il direttore generale della Fao José Graziano da Silva, lodando questi traguardi raggiunti nei quattro angoli del Pianeta. Ma ha anche ricordato tuttavia che quasi 800 milioni di persone soffrono ancora di sottonutrizione cronica, definita dall'Organizzazione delle Nazioni Unite come "mancata assunzione di quantità minima di nutrienti per la durata di almeno un anno".

Graziano da Silva ha auspicato un raddoppiamento degli sforzi globali per combattere la sottonutrizione cronica. "Ancora una persona su nove non ha cibo a sufficienza per condurre una vita attiva, sana e produttiva. Questo non è accettabile" ha detto.

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SDA-ATS