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Quella della non aderenza alle terapie, con pazienti che per i motivi più diversi non prendono i farmaci prescritti, è una 'epidemia' che fa 125mila morti l'anno solo negli Usa. Immagine simbolica d'archivio.

KEYSTONE/FR170581 AP/CHRIS POST

(sda-ats)

Quella della non aderenza alle terapie, con pazienti che per i motivi più diversi non prendono i farmaci prescritti, è una 'epidemia' che fa 125mila morti l'anno solo negli Usa.

Lo ricorda il New York Times, che cita una review pubblicata da Annals of Internal Medicine secondo cui per le malattie croniche il tasso arriva a sfiorare il 50%.

Almeno il 10% dei ricoveri negli Stati Uniti, ricorda la rivista, è dovuto alle conseguenze di terapie non seguite correttamente. Un terzo dei pazienti che hanno avuto un trapianto di rene non prende i farmaci anti-rigetto, il 41% di chi ha avuto un infarto non tiene sotto controllo la pressione e metà dei bambini con asma non usa l'inalatore correttamente. Tra le motivazioni c'è la tendenza a non prendere medicine quando non si hanno più sintomi, spiega Lisa Rosenbaum del Brigham and Women's Hospital di Boston, o anche la visione delle pillole come qualcosa di 'poco naturale', come nel caso di un paziente che prima di un infarto aveva sostituito le statine con l'olio di pesce sebbene non ci siano prove scientifiche dell'efficacia.

"C'è una pressione costante verso scelte 'naturali' - spiega l'esperta - e l'enfasi su dieta ed esercizio convincono i pazienti che non c'è bisogno dei farmaci".

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SDA-ATS