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ROMA - La procura di Roma ha deciso di ritirare la richiesta di commissariamento di Fastweb - controllata italiana di Swisscom - e di Telecom Sparkle nell'ambito dell'indagine in corso per un presunto riciclaggio di oltre 2 miliardi di euro. La decisione è stata presa in accordo con i legali delle due società. La questione doveva essere discussa il 7 aprile davanti al giudice delle indagini preliminari.
L'amministratore delegato Stefano Parisi si è autosospeso, spiega Fastweb, "sino al chiarimento della sua posizione" di indagato nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio della procura di Roma. Le deleghe passano "temporaneamente" a Carsten Schloter, presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di Fastweb e della direzione Swisscom.
La società ha anche deciso scorporare il ramo di azienda wholesale (all'ingrosso) trasferendolo nella società interamente partecipata Fastweb Wholesale. Ed ha rilasciato una garanzia fidejussoria di undici milioni di euro. Sono state così adottate le misure al centro del confronto con i pubblici ministeri di Roma per evitare il commissariamento della società che la Procura aveva richiesto al giudice delle indagini preliminari.
Intanto il Cda di Fastweb ha rivisto il progetto di bilancio 2009 dopo aver esaminato la situazione relativa all'inchiesta della procura di Roma ed aver quindi stanziato un fondo rischi per 70 milioni di euro. Il risultato consolidato passa quindi da un utile netto di 36 milioni di euro ad una perdita di 34 milioni.

SDA-ATS