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L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) Sergio Marchionne.

KEYSTONE/AP/RICHARD DREW

(sda-ats)

"Le auto elettriche possono sembrare una meraviglia tecnologica, soprattutto per abbattere i livelli di emissione nei centri urbani, ma si tratta di un'arma a doppio taglio". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) Sergio Marchionne.

"Forzare l'introduzione dell'elettrico su scala globale, senza prima risolvere il problema di come produrre l'energia da fonti pulite e rinnovabili, rappresenta una minaccia all'esistenza stessa del nostro pianeta", ha affermato il manager durante la lectio magistralis per la laurea ad honorem in ingegneria industriale a Rovereto, in provincia di Trento.

"Quella dell'elettrico - ha aggiunto Marchionne - è un'operazione che va fatta senza imposizioni di legge e continuando nel frattempo a sfruttare i benefici delle altre tecnologie disponibili, in modo combinato".

"È certamente più utile - ha sottolineato l'ad di Fca - concentrarsi sui miglioramenti dei motori tradizionali e lavorare alla diffusione di carburanti alternativi, soprattutto il metano, che per la sua origine e le sue qualità è oggi il più virtuoso e più pulito in termini di emissioni".

"Arthur Conan Doyle, che ha creato Sherlock Holmes e la sottile arte della deduzione, ci ha anche lasciato una grande lezione ricordandoci che non c'è nulla di più ambiguo e ingannevole di un fatto ovvio. Se c'è una cosa ovvia, oggi, è che ci troviamo alle soglie della più grande rivoluzione nel mondo dei trasporti, almeno da quando l'automobile ha sostituito cavalli e carrozze".

"Siamo di fronte - ha aggiunto - a forze di innovazione, anche dirompenti, che stanno scardinando gli abituali paradigmi. Nessuno sa dire quale sarà il risultato di queste tendenze o cosa ne sarà del nostro settore tra 10 o 20 anni. Neppure io ho una sfera di cristallo e purtroppo non ho nessuna verità universale da offrirvi oggi".

"Il poeta Paul Valéry disse che il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta. Non potrebbe avere più ragione oggi. Negli ultimi 50 anni, il settore dell'auto a livello mondiale è finito in un tritacarne di crisi economiche e finanziarie, regolamenti governativi, cattivi esempi di leadership. È stato messo in ginocchio, ha visto la bancarotta dall'interno, ha perso i tradizionali punti di riferimento più e più volte. Quelli che sono riusciti a sopravvivere hanno dovuto cambiare modello di business", ha concluso Marchionne.

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SDA-ATS