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La presidente della Fed, Janet Yellen

KEYSTONE/AP/ANDREW HARNIK

(sda-ats)

La Fed assicura rialzi dei tassi graduali. E avverte: potrebbe iniziare a ridurre il proprio bilancio già entro la fine dell'anno.

Un bilancio 'esploso' con la crisi finanziaria, che lo ha fatto balzare dai 1.000 miliardi di dollari di prima del 2008 agli attuali 4.500 miliardi di dollari. Il ridimensionamento mostra la fiducia della banca centrale nell'economia, ormai vicina alla piena occupazione e sulla quale pesano meno rischi.

Nella riunione del 14 e 15 marzo, gli esponenti della Fed hanno ampiamente discusso una riduzione del bilancio, giungendo alla conclusione che qualsiasi mossa deve essere tempestivamente e adeguatamente comunicata per non cogliere il mercato di sorpresa.

La riduzione del bilancio è un'operazione delicata perché può far salire i tassi di interesse di lungo termine e mettere a rischio la ripresa. ''Molti partecipanti anticipano che i graduali aumenti dei tassi continueranno e ritengono appropriato un cambio della politica della Fed' sul bilancio 'più avanti nel corso dell'anno'' si legge nei verbali della riunione del 14 e 15 marzo.

Lo staff della Fed ha già iniziato a lavorare sul ridimensionamento del bilancio, valutando le possibili strade da seguire e la miriade di dettagli tecnici da risolvere. Una delle opzioni al vaglio sarebbe quella di procedere con altri due aumenti dei tassi di interesse quest'anno per poi prendersi una pausa.

La pausa consentirebbe alla Fed di osservare gli effetti della sue decisioni per poi iniziare nuovamente ad alzare i tassi nel 2018. ''Quando decideremo di normalizzare il bilancio, potremmo decidere di prenderci allo stesso tempo una pausa sul fronte degli aumenti dei tassi di interesse'' ha detto William Dudley, il presidente della Fed di New York.

La scorsa riunione è stata anche l'occasione per constatare come i prezzi dei titoli azionari sono ''abbastanza alti'' e questo sarebbe in parte legato più alle speranze di un taglio delle tasse che dalle aspettative di una crescita più forte. L'elezione di Donald Trump ha innescato il rally di Wall Street, balzata di record in record nonostante le strette della Fed. La possibilità che già alla fine dell'anno la banca centrale possa iniziare e ridurre il bilancio però arriva come una doccia fredda sui listini americani, che chiudono in negativo già delusi dalla prolungata attesa per il taglio delle tasse di Trump.

SDA-ATS

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