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Un secondo seggio UDC in Consiglio federale è ammissibile, a patto che il candidato sostenga gli accordi bilaterali con l'UE e la Convenzione dei diritti umani: in questo caso potrà godere dell'appoggio del PLR.

A porre le condizioni è il presidente radicale Philipp Müller, in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "SonntagsZeitung".

"Per l'elezione di un secondo rappresentante UDC dipenderà molto chi il partito deciderà di presentare. Ma posso immaginare che per il nostro gruppo parlamentare ci saranno alcuni tabù politici", ha aggiunto Müller. "Ritengo che chi voglia farla finita con la Carta europea dei diritti umani avrà vita difficile nel gruppo PLR".

Gli accordi bilaterali con l'UE costituiscono una "componente centrale e vitale - a mio avviso - della politica estera elvetica", ha proseguito il presidente PLR. Il gruppo parlamentare intervisterà i candidati al governo insistendo "in maniera intensiva su questi punti".

Interrogato sulle eventuali candidature al seggio in governo da parte del presidente del gruppo parlamentare UDC Adrian Amstutz o del presidente della sezione grigionese e consigliere nazionale Heinz Brand, Müller non ha voluto esprimersi: "Aspettiamo di vedere chi sarà davvero nominato".

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SDA-ATS