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Anche il canton Berna non è entrato nel merito di un ricorso del Partito Pirata che chiedeva di rimandare ad altra data l'elezione del Consiglio Nazionale di domenica prossima perché considera una pubblicità unilaterale la guida di voto della Cancelleria federale.

Nella guida che ogni cittadino ha ricevuto con le schede del suo cantone vi sono solo gli autoritratti dei partiti attualmente in parlamento, ossia UDC, PS, PLR, PPD, Verdi, PVL, PBD, PEV, Lega dei ticinesi, PCS Obvaldo e MCG.

Il Partito Pirata - che per lo stesso motivo il 12 settembre si è anche rivolto al Tribunale federale (TF) - ritiene che nelle elezioni federali tutti i partiti debbano essere trattati su un piano di assoluta parità: contrariamente alle votazioni, le autorità non possono avere alcuna funzione di consulenza. Bisogna quindi evitate che lo Stato si metta anche solo indirettamente al servizio di interessi di partito. E in questo caso lo ha fatto esclusivamente a favore delle formazioni rappresentate al Nazionale. L'elezione del del camera del popolo - secondo il Partito Pirata - deve perciò essere annullata e va fissata una nuova data.

Il Consiglio di Stato bernese non è però entrato in materia, ritenendo che un'eventuale lacuna concernente l'opuscolo federale non sia di sua competenza. In precedenza erano giunti alla stessa conclusione i governi cantonali di Argovia e Zugo. Un ricorso è ancora pendente a Zurigo.

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SDA-ATS