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A bocce quasi ferme, mancano infatti ancora gli esiti dei ballottaggi per completare gli Stati, è già partito il toto-candidati in seno all'UDC per trovare chi potrebbe prendere il posto della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, data da molti per spacciata.

La commissione ad hoc istituita nel partito di Toni Brunner, grande vincitore delle elezioni federali di ieri, per vagliare i possibili "papabili" ha finora potuto ascoltare diverse persone, tra cui alcune con tutte le carte in regola per diventare ministro, come più volte ripetuto dallo stesso consigliere nazionale sangallese.

Tra i volti noti anche a livello nazionale figura l'UDC grigionese Heinz Brand, già capo della polizia degli stranieri nel suo cantone e giudicato un esperto delle questioni migratorie. Il fatto che figuri tra i promotori dell'iniziativa popolare "Diritto svizzero invece di giudici stranieri" potrebbe però non piacere agli altri partiti.

Anche il direttore del Dipartimento costruzioni di Zugo Heinz Tännler, che 4 anni fa ha sfiorato la nomina per la corsa all'esecutivo finendo dietro allo zurighese Bruno Zuppiger (quest'ultimo dovette tuttavia rinunciare per un caso di truffa, n.d.r), figura tra i favoriti. L'UDC di Zugo vedrebbe di buon occhio una nomina di Tännler, ma la corsa di quest'ultimo in Consiglio federale potrebbe essere condizionata dal fatto di aver lavorato per la FIFA quale giurista.

Nelle ultime settimane è salito alla ribalta anche il nome del consigliere agli Stati sciaffusano Hannes Germann, già dato tra i favoriti nel 2011. Le sue posizioni meno rigide sull'asilo e favorevoli agli accordi bilaterali ne fanno un candidato eleggibile anche per gli altri partiti, ma sospetto agli occhi dei suoi colleghi di partito.

Accanto a quello di Germann circola il nome del consigliere nazionale argoviese Hansjörg Knecht; quest'ultimo ha la stoffa del ministro, ha sostenuto Brunner, spiegando che Knecht difende una linea politica chiara, ma è anche capace di scendere a compromessi. Quale imprenditore vicino all'agricoltura potrebbe piacere a molti parlamentari: unico neo non da sottovalutare: è argoviese, come la consigliera federale del PPD Doris Leuthard.

Il presidente dell'UDC Toni Brunner (SG) non intende presentarsi. La sua elezione sarebbe tutt'altro che sicura. Brunner si porta sulle spalle un fardello non da poco: è infatti considerato la "creatura" di Christoph Blocher, il vicepresidente del partito che 8 anni fa venne estromesso dal Consiglio federale proprio per lasciare il posto a Eveline Widmer-Schlumpf.

Tra i possibili candidati romandi si fa il nome del consigliere nazionale vodese Guy Parmelin, contadino di mestiere e vignaiolo. Già quattro anni fa era in lizza per un posto in governo, ma dovette farsi da parte per lasciare il campo libero al friburghese Jean-François Rime.

Anche il consigliere nazionale ginevrino Yves Nidegger potrebbe correre per un posto nell'esecutivo. Le sue posizioni radicali su taluni temi ne fanno tuttavia un outsider senza grosse possibilità di successo.

E il Ticino? Dopo la mancata rielezione di Pierre Rusconi al Nazionale, è assai improbabile che giunga una candidatura dal Sud delle Alpi.

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SDA-ATS