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Fedpol: crescono divieti di entrata, anche di mafiosi

La direttrice di Fedpol, Nicoletta della Valle. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 dicembre 2019 - 11:10
(Keystone-ATS)

A fine novembre, l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) aveva emanato 118 divieti d'entrata, il maggior numero fino ad ora.

Nel 2015, i divieti pronunciati erano stati 22 e da allora il loro numero è in costante aumento, indica oggi il "SonnatgsBlick". Oltre agli islamisti, è in crescita il numero di divieti contro persone legate alla criminalità organizzata.

Fedpol può decidere un divieto d'entrata, consultandosi anche con i servizi d'informazione, se il soggetto interessato può mettere in pericolo la sicurezza interna od esterna della Svizzera.

Come negli anni scorsi, la maggior parte dei divieti - 62 - riguarda gli islamisti. Tra questi figurano anche predicatori. Secondo i servizi segreti, il numero di combattenti partiti dalla Svizzera si è stabilizzato a 92: 31 di essi ha un passaporto svizzero.

Contro queste persone, scrive il domenicale, non viene emanato un divieto d'entrata. Il Consiglio federale ha comunque dichiarato a più riprese di non volere fare nulla per facilitare il ritorno di queste persone.

Fedpol ha respinto anche 12 persone in odore di "mafia". Si tratta di una cifra in crescita, dovuta anche all'offensiva lanciata dalle autorità federali contro la criminalità organizzata, italiana e no. Tredici divieti riguardano estremisti di destra e 31 attività legate allo spionaggio.

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