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La criminalità organizzata attiva in Italia sta pericolosamente allungando i propri tentacoli sulla Svizzera. Lo scrive stamane l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) nel suo rapporto annuale, precisando che "l'insediamento di organizzazioni mafiose nell'Italia settentrionale e in Svizzera presenta analogie inquietanti" e rappresenta "una minaccia reale per il nostro Paese".

Come se non bastasse, sussistono indizi "che varie strutture della Ndrangheta - associazione criminale di origine calabrese, n.d.r - relativamente autonome a livello operativo, si siano insidiate in Svizzera". Nel rapporto di Fedpol si cita la vasta retata, con addentellati in Svizzera, condotta in Italia nei confronti del clan Bellocco.

Per quanto riguarda la Ndrangheta, Fedpol non esclude che in futuro vengano perpetrati reati violenti anche in Svizzera a causa delle tensioni interne a questa organizzazione criminale. Finora simili atti commessi in pubblico sul nostro territorio "sono stati piuttosto rari".

Pur conservando una certa autonomia, le cellule presenti in Svizzera sottostanno per tutte le decisioni importanti alla direzione ubicata in Calabria: in genere chi sgarra viene punito, anche con la morte, come constatato con Carmelo Novella, n'dranghetista insediatosi in Lombardia che rivendicava una maggiore autonomia.

In merito ai proventi delle attività criminose delle organizzazioni criminali (oltre ai Calabresi, anche la Camorra napoletana, che assieme generano i due terzi dei ricavi di tutte le associazioni criminali che includono anche la mafia siciliana e le organizzazioni pugliesi come la Sacra corona unita), stando alle autorità elvetiche il denaro viene investito soprattutto in immobili, in attività finanziarie, in società commerciali e nel settore della gastronomia.

Un flusso di soldi dalla Russia

Tuttavia, a preoccupare Fedpol ci sono anche le attività illegali commesse dalla criminalità dell'est europeo, come i Georgiani e i Russi. In quest'ultimo caso il rapporto specifica che ogni anno dal paese escono da 50 a 100 miliardi di dollari frutto di truffe, corruzione e appropriazioni indebita, denaro per i quali la Svizzera "rappresenta una destinazione importante".

Altro fenomeno preoccupante riguarda il turismo criminale, fenomeno che colpisce soprattutto le regioni di frontiera, è che vede tra i protagonisti soprattutto persone provenienti da Bulgaria, Romania, ex Stati satelliti dell'URSS e dell'ex Jugoslavia. Tale fenomeno, in crescita, si rispecchia anche nelle statistiche giudiziarie: nel 2012, il 41,4% delle persone condannate per reati contro la proprietà non era in possesso né di un permesso di domicilio né di dimora.

SDA-ATS