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Fermati in Ticino i genitori italiani che "rapirono" figlia

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 luglio 2010 - 11:19
(Keystone-ATS)

LUGANO/REGGIO EMILIA - Sono stati fermati ieri pomeriggio in Ticino i genitori italiani della bimba di cinque anni che essi stessi avevano sottratto da una casa di vacanza, dove la piccola si trovava, a Marina di Massa. Per ordine del Tribunale dei minori di Bologna, la coppia aveva perso la patria potestà dall'agosto 2008 e la bambina era stata affidata ai servizi sociali.
La notizia, anticipata da fonti italiane, è stata confermata dalla polizia ticinese. I genitori sono stati fermati a Novaggio, con loro avevano la figlia, che è stata consegnata alla tutrice nominata dal Tribunale dei minori di Reggio Emilia, con la quale ha fatto rientro in Italia. Nel corso della notte pure i genitori sono rientrati in Italia.
Una vicenda per certi aspetti straziante. La coppia, per ordine del Tribunale dei minori, aveva perso la patria potestà dal 7 agosto del 2008 e la figlia era stata affidata ai servizi sociali. La sola possibilità che i genitori avevano di vederla era in occasione di incontri protetti. Tuttavia, non essendosi rassegnati alla situazione, hanno deciso di "rapire" la bimba lo scorso 5 marzo e fuggire verso la Slovenia. Si fermarono nella zona di Trieste.
Nei giorni successivi si svolsero trattative tra i genitori e la nonna paterna per convincerli a costituirsi e a riportare a casa la piccola. Ci fu anche un appello delle forze dell'ordine e della nonna alla trasmissione televisiva 'Chi l'ha vistò, su Raitre.
Il 9 marzo di quest'anno gli agenti rintracciarono a Trieste i genitori, che un mese dopo si incatenarono davanti al Colosseo. Scrissero Al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, per sollecitare un intervento risolutivo della loro situazione.
Lo scorso 16 luglio i coniugi, disperati, si sono recati a Marina di Massa per prelevare la figlia, ospite dell'associazione delle Suore del Cenacolo Francescano di Reggio Emilia a cui era stata affidata. La fuga e il fermo in Ticino.

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