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Ferrovia: USS e SEV chiedono 40 miliardi per sviluppo rete

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2010 - 15:32
(Keystone-ATS)

BERNA - Entro il 2030 bisogna investire 40 miliardi di franchi per la manutenzione e lo sviluppo della rete ferroviaria. È quanto chiedono i sindacati USS e SEV che propongono di finanziare i progetti con nuovi prestiti e rafforzando il Fondo FTP (Fondo di finanziamento dei trasporti pubblici).
L'Unione sindacale svizzera (USS) e il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) domandano in particolare alla Confederazione di assumersi il debito di 8 miliardi di franchi del fondo che dovrà essere finanziato ricorrendo a prestiti, ha spiegato oggi a Berna il presidente dell'USS Paul Rechsteiner in una conferenza stampa.
Dato che la situazione sul mercato dei capitali è favorevole - i tassi d'interesse delle obbligazioni della Confederazione sono infatti inferiori all'1,5% - USS e SEV propongono inoltre di contrarre un prestito di ulteriori 5 miliardi di franchi per finanziare investimenti a breve termine nel settore ferroviario.
Per quanto riguarda il progetto Ferrovia 2030, i sindacati sono per la variante più ambiziosa, quella da 21 miliardi di franchi. Solo così si potrà garantire il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia e assicurare la manutenzione e lo sviluppo della rete.
I sindacati vogliono inoltre che il fondo FTP venga convertito in fondo infrastrutturale per progetti futuri e non sia più limitato nel tempo. Per finanziarlo, USS e SEV propongono di conservare le attuali entrate che hanno dimostrato la loro efficacia. Queste sono: parte dei proventi della tassa sul traffico pesante, parte dell'imposta sugli oli minerali e l'uno per mille dell'IVA.
Per Rolf Zimmermann, segretario sindacale all'USS, sono tuttavia necessari ulteriori fonti di finanziamento. USS e SEV propongono di versare al fondo il 50% della tassa sugli oli minerali, ciò che rappresenta circa 800 milioni di franchi all'anno.

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