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BERNA - Licenziamenti, disoccupazione e soprattutto bonus stratosferici sono gli argomenti sollevati oggi in occasione dei festeggiamenti del Primo maggio, festa dei lavoratori, da numerosi oratori. A Zurigo, come d'altronde avviene ogni anno, la situazione tra manifestanti e polizia si è fatta tesa e nel Kreis 4 sono scoppiate alcune scaramucce.
Unica consigliera federale a prendere la parola nella giornata odierna, Micheline Calmy-Rey ha invitato a Thun (BE) a "dare prova di solidarietà nei confronti di chi è più svantaggiato, in questo momento è più necessario che mai". La forza di un popolo si misura con il benessere dei più deboli, ha affermato la ministra degli esteri, ricordando che il partito socialista e i sindacati si sono sempre impegnati per una maggiore equità sociale.
La posizione della Svizzera nel mondo è fortemente cambiata nell'ultimo decennio e a volte - ha aggiunto la ministra socialista - ci siamo trovati ad affrontare forti venti contrari. La crisi finanziaria ha avuto conseguenze anche per la Confederazione e alcune banche sono state costrette a ricorrere ad aiuti statali. "E lo Stato ha aiutato, i contribuenti hanno aiutato, noi abbiamo aiutato", ha enfatizzato la Calmy-Rey: "in cambio di ciò vogliamo avere il diritto di dire la nostra".
Bruederer: più ritegno nei bonus
Da Baden, la presidente del Consiglio nazionale Pascale Bruderer Wyss (PS/AG) ha chiesto maggior ritegno nella concessione dei bonus. Certi modelli di remunerazione, ha dichiarato, generano problemi dal momento che incitano i manager ad assumere rischi eccessivi, con gravi danni per l'economia e la società.
A detta della prima cittadina della Svizzera, è compito della politica guardare oltre gli steccati partitici per cercare soluzioni condivise al problema dei bonus esagerati. "È quanto ci chiedono, a ragione, i cittadini", ha dichiarato la consigliera nazionale.
Rieger: Merz si dimetta
Contro i bonus si è anche espresso da Basilea il co-presidente del sindacato Unia, Andreas Rieger, che dopo aver criticato aspramente le banche accusandole, tra l'altro, di avere in pugno la Svizzera, ha chiesto le dimissioni del ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz.
Per Rieger è necessaria una commissione parlamentare d'inchiesta che faccia luce sui legami tra grandi banche e mondo politico. Il sindacalista ha poi chiesto una tassa sui bonus.
Levrat: lavoratori pagano per la crisi
Il presidente del partito socialista svizzero Christian Levrat - che ha preso la parola a Stäfa (ZH), Coira e poi Bremgarten (AG) - ha rimproverato alle banche e alla destra di voler far pagare soprattutto ai lavoratori le conseguenze della crisi, inasprendo le condizioni previste dalla Legge sull'assicurazione disoccupazione.
"Questa - ha criticato Levrat - è pura pedagogia della frusta" e ciò è "indegno ed inefficace". Il presidente socialista ha anche sfruttato le tecnologie informatiche, registrando il discorso in un filmato, diffuso in tedesco e francese sulla pagina internet del partito e su youtube.
Rechsteiner: mondo di corruzione e cinismo
Il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner ha affermato che di fronte alle dimostrazioni di corruzione e cinismo senza limiti è tempo di una svolta politica verso una maggiore giustizia, una maggiore uguaglianza e una maggiore libertà. Il consigliere nazionale socialista (SG) è salito sul podio a Uster (ZH) e, nel tardo pomeriggio, a Berna.
Il presidente dei Verdi svizzeri Ueli Leuenberger ha attaccato a Ginevra il sistema economico attualmente in vigore ed ha auspicato un radicale cambiamento di approccio. "È urgente, dobbiamo rivedere il nostro modo di pensare", ha detto il consigliere nazionale ginevrino. La crisi attuale è profonda e l'unica soluzione è quella di un ampio programma congiunturale che "metta l'accento su misure sociali e sulla protezione dell'ambiente".
Disordini a Zurigo
A Zurigo, il tradizionale corteo al quale hanno partecipato circa 8000 persone è partito sotto una pioggia battente. Nel pomeriggio sono scoppiate le solite scaramucce tra autonomi e polizia: nel quartiere della Langstrasse una cinquantina di persone vestite di nero e incappucciate hanno infatti iniziato a lanciare sassi verso gli agenti, che hanno reagito ricorrendo agli idranti.
Più calma la situazione a Ginevra, dove tra le 1500 e le 2000 persone sono scese in piazza per partecipare al corteo del Primo maggio sotto un cielo plumbeo. I dimostranti hanno soprattutto denunciato i salari stratosferici dei manager delle grandi imprese e espresso il loro sostegno ai sans-papiers.

SDA-ATS