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Il presidente del Festival internazionale del film di Locarno Marco Solari difende con veemenza la libertà artistica nella programmazione della rassegna. Le polemiche sono benvenute, ma i tentativi di pressione non vengono accettati, ha sostenuto in una conferenza stampa a margine delle Giornate cinematografiche di Soletta.

La libertà artistica non è soltanto uno slogan, ha sottolineato Solari. Soprattutto in Ticino ambienti conservatori hanno avviato un dibattito dopo che lo scorso agosto era stato proiettato nell'ambito del concorso internazionale il film "L.A. Zombie", con uno zombie omosessuale come protagonista.

Il presidente si è detto molto soddisfatto della prima edizione sotto la guida di Olivier Père. Ora si tratta di andare ancora oltre: il nuovo direttore ha affermato di voler sorprendere sempre in una nuova maniera.

La retrospettiva della 64esima edizione, in programma dal 3 al 13 agosto, è dedicata al regista americano Vincente Minelli (1903-1986). Questo "grande maestro del cinema" ha saputo sviluppare una propria calligrafia nel sistema degli studi cinematografici statunitensi, ha spiegato Père.

Minelli aveva ottenuto un Oscar per la miglior regia nel 1958 con il musical "Gigi". La pellicola ha anche vinto la statuetta per il miglior film. Tra le pellicole più note vi sono anche "Un americano a Parigi", insignito dell'Oscar per il miglior film nel 1952 e "I quattro cavalieri dell'Apocalisse" (1962).

Oggi è anche stata l'occasione per presentare il manifesto della prossima edizione: si tratta del primo di una serie di tre poster dedicati al tema "la bella e la bestia". Per la prima volta da diversi anni non viene più rappresento soltanto un leopardo. Il manifesto è suddiviso in due sequenze, azione e reazione, separate da barre verticali che suggeriscono cattività e seduzione.

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SDA-ATS