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Il presidente del Cda delle FFS Ulrich Gygi.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

I pendolari dovrebbero pagare di più per il loro abbonamento generale. Per arrivare a questo, secondo il presidente del Cda delle FFS Ulrich Gygi, ci vorranno però ancora anni, fino all'inserimento di un nuovo sistema di tariffe elettronico.

Le FFS stanno pensando ad un nuovo sistema di prezzi, ha detto Gygi in un'intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". I possessori di un abbonamento generale (AG) che viaggiano tutti i giorni, approfittano di un costo per chilometro molto basso. "Sarebbe però logico che chi effettua maggiori viaggi paghi anche di più", ha affermato. In poche parole, i pendolari dovrebbero pagare un prezzo superiore.

Da un punto di vista tecnico, l'obiettivo a lungo termine è che tramite cellulare, o una tessera munita di chip, sia possibile salire e scendere dal treno a qualunque stazione senza aver comprato precedentemente un biglietto. Al termine della corsa sarebbe automaticamente calcolata la tariffa più conveniente.

Questo non farà però sparire totalmente l'AG. "Una delle possibilità, è che l'abbonamento valga solo per un numero limitato di corse. Oltre questo numero, bisognerebbe pagare un supplemento", ha spiegato il presidente del Consiglio d'amministrazione (Cda) delle FFS. Anche in questo caso sarebbe necessaria una registrazione elettronica dei tragitti.

Il sistema dovrebbe funzionare per tutta la rete di trasporti, e non solamente per le ferrovie. Sarebbe quindi necessaria un'armonizzazione delle tariffe ed un'importante infrastruttura informatica. "Ci stiamo lavorando", ha detto Gygi.

Il 69enne in giugno lascerà il posto a Monika Ribar.

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SDA-ATS